10, Dicembre. Per i Diritti Umani

E’ oggi, la Giornata mondiale per i diritti umani 2016 , e siamo al 68° anniversario .
La Città di Assisi, attraverso il proprio Ufficio per il Sostegno alle Nazioni, e in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (Comitato Giovani), ha coniato e fatto affiggere un manifesto dove è riportato l’articolo 1 di tale dichiarazione in cui si ricorda che “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.

LA DATA, perché il 10 Dicembre

Il 10 dicembre, è stato scelto per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani, del il 10 dicembre 1948, firmata a Parigi, sancisce ufficialmente i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali propri di ogni persona.

Iniziative
Fondazione Palazzo Strozzi e Mercato Centrale Firenze insieme a Amnesty International in con un ampio programma di iniziative nell’ambito della mostra Ai Weiwei Libero aderisce a “Write for Rights”, la maratona mondiale di appelli di Amnesty International, anche quest’anno in favore di persone che stanno subendo violazioni dei diritti umani.“

“Suoniamo i Campanili d’Europa per sostenere i diritti umani”, promossa dal Gruppo Campanari di Arrone, con il sostegno della Federazione Nazionale Suonatori di Campane, che dal nord al sud d’Italia (e del mondo) suoneranno in contemporanea, il 10 dicembre, alle ore 20, quante più campane possibili.

In tutto il mondo vengono organizzati eventi e assegnati due premi: il premio delle Nazioni Unite per i diritti umani, assegnato a New York, e il premio Nobel per la pace, vinto quest’anno dal presidente della Colombia Juan Manuel Santos, assegnato ad Oslo.

Provare a chiamare per nome il proprio figlio 700 volte.

Brividi ad immaginare il freddo che resta dentro, come un’incisione nelle ossa, come un tremore continuo, come la paura, la disperazione, il terrore di essere soli. Lottare avvistando terra, resistere, senza cibo, acqua. Assistere a chi non respira più e resistere. A una madre, un padre, un fratello, un nonno, a chi è più piccolo tenendolo per mano. Sentire ogni secondo dilatato diventare anni, secoli da dover digerire nel tempo. Se mai ce ne sarà.
Provo a chiamare per nome uno dei miei figli 700 volte..ed ho freddo. Ho troppo freddo. stasera come domani, non c’è tempo per dimenticare di restare umani.

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Il Confine Umano

Ci siamo..”Il confine umano”, scritto da me in collaborazione con il Consorzio Matrix, sarà presentato in anteprima nazionale giovedì 15 Dicembre alle ore 17 nella pinacoteca di Palazzo d’Avalos a Vasto. A moderare l’incontro Umberto Braccili del Tg 3 . Edito da Ianieri editore ha in copertina la foto di Stefano Schirato.
Patrocinio di Amnesty Comunicazione Italia e Prefettura di Chieti. …In tutte le librerie del territorio nazionale dal 10 dicembre.!
Un viaggio nell’umano fatto insieme ad una equipe multidisciplare di grande valore:
Daviana Monaco, Christian Valentino, Massimiliano D’Onofrio, Luca Raimondi, Valentina Di Petta, Guendalina Soria, Hamid Hafdi. Per conoscere storie vere di “vite in cerca di pace”. (a breveil booktrailer)

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foto di Stefano Schirato, http://www.stefanoschirato.it/

Bataclan un anno dopo

Ad un anno dalla strage nella quale morirono 93 persone in un atto terroristico firmato Isis, riapre il Bataclan.
Spararono all’impazzata sui tantissimi giovani presenti ad una serata musicale.
Sembra ieri, invece è passato un anno dal terribile atto di terrorismo che colpi’ duramente un caffè e diversi ristoranti di Parigi, oltre allo Stade De France di Saint Denis.
130 persone morirono in questi attacchi, in seguito rivendicati dagli jihadisti dell’Isis, segnando in modo indelebile Parigi, l’intera Francia, ed il mondo intero.
Sarà Sting ad inaugurare l’evento il 12 novembre.
A comunicare questa notizia sono gli stessi proprietari del locale, la società Lagardère Unlimited Live Entertainment.
Il giorno dopo il concerto di Sting, ci sarà una cerimonia: domenica 13 novembre, ad un anno esatto dalla strage, dedicato alle vittime di quella terribile serata.
Saranno presenti i componenti degli Eagles Of Death Metal, la band americana che stava suonando quella sera.
La presenza di Sting ha avuto il sold out in poche ore, per questo è stata aggiunta una seconda data, il 17 novembre.

Durante i lavori di ristrutturazione del club di Parigi, è stato rafforzata la sicurezza, con un sistema automatico di apertura della porta principale.
Ricordando Valeria Solesin
“Non si sentono più raffiche. Una mano scuote la spalla di Andrea: «È tutto finito! Alzati!», lo incoraggia un agente delle forze speciali francesi. Dal pavimento, dove si era buttato due ore prima con Valeria, cercando di proteggerla dai proiettili che i terroristi stavano scaricando sulla folla, Andrea è il solo dei due a rimettersi in piedi. Intorno a lui, tanti altri corpi immobili come Valeria..”
Tornare a vivere senza dimenticare.
Valeria Solesin, una di noi.

Il Bataclan, un anno dopo. Riapre con Sting

 

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Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Oltre 190 i Paesi nel mondo hanno ratificato la Convenzione e in Italia è avvenuta nel 1991.

Troppa povertà comunicata in percentuali crescenti di bambini che sono al freddo, senza cibo e il de minimis per vivere, mentre l’abbandono scolastico ha preoccupanti segnali che urlano il disagio di questa tenera fascia di età.
La capacità genitoriale, di insegnare, di condurre attraverso la conoscenza a piccoli passi, il domani da costruire e inventare con la creatività, sono alimenti e nutrimenti come il considerare i “piccoli”,  risorse.

L’infanzia va difesa, tutelata, aiutata a crescere in modo sano.
Si fidano di noi, dandoci la mano, imparando a muoversi, camminare, leggere, scrivere,  fino alle autonomie. Non possiamo e non dobbiamo deluderli.

http://www.zonalocale.it/rubriche/patrizia-angelozzi/la-giornata-mondiale-dell infanzia

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Il disegno di legge di Erdogan

Il 20 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
Oltre 190 i Paesi nel mondo hanno ratificato la Convenzione e in Italia è avvenuta nel 1991.

Mentre oggi si ricorda questo messaggio significativo, intorno a noi accade ciò che MAI dovrebbe accadere.

Il disegno di legge, presentato dal partito Akp del presidente R.T. Erdogan per depenalizzare la violenza sessuale sui minori, in questa giornata fa “eco” come un terremoto sulle coscienze di ognuno di noi. Di fatto dice che, se l’atto di violenza  è avvenuto in modo consensuale e il suo autore  (reo colpevole) accetta di sposare la vittima, non è più punibile e il reato non esiste.
Scatenando forte senso di rabbia in Turchia e nel resto del mondo. La norma, secondo molte ong, aggraverebbe  l’assurda realta delle ‘spose bambine’ in Turchia.
Nel concreto detta proposta, intende sospendere processi e condanne per abusi su minori.
L’opinione pubblica mondiale ha scatenato durissime proteste su Twitter, Fb e i diversi tipi di comunicazione che stanno condividendo in queste ore la loro indignazione con l’hashtag “lo stupro non può essere legittimato”.

L’infanzia è ciò che siamo di quel che eravamo.  I bambini e gli adolescenti sono il nostro futuro, si consegnano fiduciosi al nostro amore con fiducia. Facciamo in modo che sia vero.

Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: in Turchia depenalizzata la violenza sui minori

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Telecamere si, telecamere no..

In questi giorni il “via libera” dell’Aula della Camera alla proposta di legge che consente l’installazione di telecamere a circuito chiuso negli asili e nelle strutture socio assistenziali per anziani, pubblici e privati, per contrastare gli abusi sulle persone più indifese della società di cui troppo spesso le cronache danno notizia. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 279 voti a favore, 22 contrari e 69 astenuti, ed ora passa al Senato.

Il pedagogista Daniele Novara in una lunga intervista al mensile Vita (www.Vita.it ), il mensile dedicato al sociale, al volontariato e al mondo del No Profit, boccia la legge appena approvata dalla Camera. La definisce “follia” . Il suo pensiero propositivo sta nel riformulare la formazione, ritenendo le telecamere una scorciatoia ed una anestetizzazione del personale che ne subisce la presenza.

Allo stesso tempo una percentuale altissima di casi raccontano di maltrattamenti ; nelle scuole, nei posti che dovrebbero ‘accogliere’ bambini in tenerissima età , persone con disabilità o un’età che porta con se fragilità.

Lasciarsi riprendere al lavoro? Essere costantemente controllati nelle azioni che si compiono in modo automatico? Potrebbe creare problemi a qualcuno che lavora con coscienza e professionalità?
Mentre un mondo parallelo si scandalizza per i controlli ritenuti ‘eccessivi’, davanti alla Tv in tanti si preparano a guardare programmi girati ‘nelle segrete stanze’ o per assurdo la morbosità di ‘certa’ informazione, che troppo spesso diventa incerta o inventata attraverso “Bufale mediatiche”.
In fondo, dopo le prime ore, le telecamere scompaiono nel dimenticatoio delle cose da fare…

Viviamo i giorni dell’abbandono e della solitudine, dello stress da lavoro usurante, definito burnout dagli addetti ai lavori, ovvero: “sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate”.
Ben vengano allora provvedimenti a salvare gli uni e gli altri, a privilegiare la vita, la crescita, il vivere sano di un disabile che prova a crescere mentre il bambino si cimenta nelle sue piccole e grandi conquiste.
Professionisti di settore ed il personale tutto di ambienti lavorativi di questi settori hanno bisogno, è vero, di ‘formazione’, augurandoci che diventi continua e stimolo di crescita per restare nei parametri della normalità e della salute mentale. Sono gli stessi professionisti a ‘chiederne l’utilizzo’, quelli che lavorano ed operano secondo deontologia.
Perché chi fa del male ad un bambino o adulto indifeso, non è una persona sana.

“Scritture al sociale”: telecamere sì, telecamere no…

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NON E’ UN FILM..

Siamo a Schmölln ex Germania dell’est.
Un diciassettenne somalo si suicida lanciandosi nel vuoto dal quinto piano di un centro di accoglienza.
Dai palazzi vicini si accorgono di cosa sta per accadere e cominciano a gridargli di buttarsi giu’, altri riprendono con il telefonino, le persone radunate sotto lo invitano a “buttarsi” gridando ritmicamente “salta,salta”.

La polizia chiamata dal responsabile dell’ospitalità al gruppo di giovani somali, arrivata sul posto  ha trovato il diciassettenne seduto sul davanzale della finestra del quinto piano. Diversi gli agenti che  hanno parlato con lui e provato a convincerlo a non gettarsi.

ll ragazzo era ritornato nella struttura venerdì mattina dopo un ricovero di un settimana per depressione, alla fine si è buttato nel vuoto ed è morto per le ferite riportate.
Non è  un film e per chi resta “umano” non è neanche immaginabile tanta ferocia.

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Non è un film

Giornata nazionale per le persone Down

“Scritture al sociale”: La giornata nazionale per le persone Down

Domani, 9 ottobre, ricorre la Giornata nazionale per le persone Down: sono previsti eventi, manifestazioni, attività di sensibilizzazione. Non solo per ricordare o evidenziare, importante è fermarsi ed uscire dal pregiudizio, dalla diffidenza di ciò che non conosciamo.

Allo stato attuale, tra leggi e normative, proposte e adeguamenti “l’inclusione” è un tema legato a molte tematiche per diversi settori della società.
La parte straordinaria sta nel riscontrare che attraverso percorsi mirati di fisioterapia, attività riabilitative adottate fin dai primi mesi di vita, la plasticità della parte neurologica vede arrivare conquiste e risultati che gli stessi genitori inizialmente non si aspettano, per vedere i propri figli raggiungere risultati scolastici ambiti come il diploma, la laurea, l’occupazione, l’autonomia di vivere.

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Foto dal web

L’importanza della famiglia è fondamentale nel sostenere e gestire un figlio che ‘per le sue esigenze’ avrà bisogno di essere accompagnato a scoprire talenti e propensioni.
Diventa possibile tutto questo attraverso il ‘progetto di vita’, definizione di una normativa che vede famiglia-scuola-enti formulare in base alle esigenze del singolo un percorso adatto all’autonomia e alla vita da vivere appieno.
Le famiglie che vivono in questa ottica una realtà di questo tipo, diventano ‘speciali’ per dedizione e cura. Non solo verso un figlio con bisogni speciali, ma aumentando la soglia di attenzione lo stesso nucleo familiare strada facendo, cresce e traduce in significati ‘veri’ l’esistenza e lo stare insieme a beneficio di tutti.
In una attualità sempre più esposta all’apparenza piuttosto che alla sostanza, gli esempi che arrivano da modelli di questo tipo, diventano da assimilare in un quotidiano troppo spesso scontato e frettoloso di un vivere lieve e in corsa verso non si sa bene cosa.

Un cromosoma in più.
Personalmente l’ho trovato dentro famiglie bellissime. Mamme e papà, mogli, mariti, fratelli, sorelle. Attenti a ciò che davvero accade intorno. Dedite ad ascoltare l’altro. In una dimostrazione di amore nei fatti senza troppe indulgenze. Severi e fieri, un mondo, il loro fatto di ‘esempi’ e non di chiacchiere, di entusiasmi e mai di rinunce, di slanci e di passione e non di lamentele. Di sogni realizzati e di quelli che verranno.
Famiglie unite da un progetto comune, che si danno la mano, che si guardano da lontano per arrivare vicino. Le gite, i compiti, le gare sportive, l’arte nei quadri dei pennelli, con i colori tenui e forti. Lo sci, il serf, la piscina, l’andare a cavallo, il trekking, il teatro, la poesia, la musica, la lettura, la scrittura da inventare, calendari per raccontare agli altri. E’ così che la felicità viene data in dote, accade quando l’abbiamo dentro senza distinzione…
Siamo tutti un po’ speciali o almeno vorremmo esserlo.

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foto di Costanzo S’Angelo – Occhiomagico, Vasto

 

#sonoStatoio

Di quale morte deve morire Stefano Cucchi?
Sembra non aver mai fine la tragica vicenda di Stefano Cucchi, mentre la dichiarazione di
“morte improvvisa ed inaspettata per epilessia’ è la risposta come una delle ipotesi principali, questo secondo i periti per il quali non c’è nesso tra il violento pestaggio avvenuto nella notte tra il 15 ed il 16 ottobre del 2009 da parte dei carabinieri ed il decesso di sei giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini.

LA STORIA
L’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi vede indagati cinque carabinieri della stazione Roma Appia e nel frattempo, sono stati assolti a giugno  i medici dell’ospedale Pertini di Roma dove era stato ricoverato Stefano Cucchi.

La dichiarazione della sorella, Ilaria : “la duplice frattura della colonna e del globo vescicale gli hanno fermato il cuore” E continua: “con una perizia così ora abbiamo la possibilità di vedere processati gli indagati per omicidio preterintenzionale”.

Nel frattempo il legale dei Carabinieri, alla luce delle risposte dei periti afferma che chiederanno all’Ufficio di procura l’archiviazione del procedimento.
Il caso Cucchi diventa virale sui social network: su Twitter è stato lanciato un hashtag, #sonoStatoio con cui si accusa lo Stato di non aver trovato i colpevoli della morte del giovane avvenuta nel 2009 nel reparto protetto dell’ospedale Sandro Pertini, una settimana dopo il suo arresto per possesso di droga.

Adriano Celentano sul suo Blog: “Ciao Stefano! Hai capito adesso i che mondo vivevi? Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa. L’aria che respiri ha finalmente un sapore. Quel sapore di aria pura che non ha niente a che vedere con quella maleodorante che respiravi sulla terra. Lì c’è la LUCE, la LUCE vera! Che non è quella flebile e malata di quei giudici “ignavi” che come diceva Dante, sono anime senza lode e senza infamia e proprio perché si schierano né dalla parte del bene né da quella del male sono i più pericolosi, e giustamente il Poeta condanna.

Ma adesso dove sei tu è tutto diverso. Liìsi respira AMORE del “Padre che perdona” e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire. Sei finalmente libero di amare e scorazzare fra le bellezze del Creato, senza più timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perché dove sei tu non si può morire.

Jovanotti su Facebook: A me Stefano Cucchi sembra di conoscerlo. Questa famiglia potrebbe essere la mia, e la famiglia di tantissima gente, per questo ci si sta male, si cerca di capire, ci si commuove, ci si arrabbia e ci si vorrebbe stringere a questa famiglia. Interviene da New York dove sta lavorando al suo nuovo album.

Fedez, il più duro in un tweet: Cucchi morto disidratato? NOI moriamo disidratati perché certe stronzate non ce le beviamo. L’ingiustizia è uguale per tutto. #VERGOGNA
Un coro di musicisti ed un ex ministro, Corrado Passera: La giustizia non può lasciare senza risposte tragedie come quella di Cucchi. Da anni la famiglia aspetta di sapere come è morto Stefano.

Sgomento e rabbia, indignazione, vergogna per questa vicenda bruta e violenta senza risposte.

Di quale morte deve ancora morire Stefano Cucchi ?

#sonoStatoio

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La violenza non è una cosa da poveri

Un eccesso di perfezione. Una famiglia perbene, un uomo famoso e facoltoso che sceglie per moglie una donna di buona famiglia. Carriera, tre figli. Un quadretto ideale, sognato da tanti.
Lui, medico dalla carriera indiscussa, sceglie di essere ‘dalla parte delle donne che subiscono violenza’ esponendosi nei programma Tv come testimonial.
Quanta programmazione di vita, quanti report da raggiungere in nome di una vita di successo? Quanta apparenza?
Non è vero che il femminicidio trova collocazione nelle lacune sociali, nell’emarginazione. Si trova ovunque.
Appartiene a ricchi e poveri. Acculturati di successo e persone in difficoltà economiche e sociali.
Cosa c’è dietro la mancanza dell’intelligenza del cuore anche quando è presente l’intelligenza sociale?
La cultura non protegge e non tutela, a volte crea una mancanza di identità, quando non si ‘permette’ più il mettersi in discussione.
La megalomania come la mancanza di autostima sono due stadi pericolosissimi, rendono sterili la parte umana che trovandosi fuori da canoni prestabiliti per la propria vita e quella della famiglia, si trovano a vivere il cataclisma di un reato efferato che nell’opinione pubblica non trovano un ‘perché’.
E’ necessario, indispensabile ripartire dall’educazione della mente , come nel famoso testo di Giulio Lombardo Radice e dall’educazione all’affettività, così duramente negata, oltraggiata e ritenuta sintomo di fragilità ad ogni manifestazione della stessa.
C’è bisogno di coraggio, quello vero, per essere umani. Quel coraggio che permette di accarezzare con gli occhi e abbracciare, essere vicini alla gioia e al dolore altrui. La forza di vivere ‘un danno’, chiamato sconfitta, fin dai banchi scolastici e nei “no” dell’educazione nei periodi di infanzia e adolescenza.
Come i rifiuti che ogni persona incontrerà da parte di persone oggetto dei nostri sentimenti.
L’educazione genitoriale, ripartendo dalla tenerezza, facilmente abbandonata quando i figli da neonati e piccoli per età anagrafica, vengono lasciati crescere senza sufficiente sostegno affettivo barattato per una compensazione di immagine e di beni.
La violenza non è una cosa per poveri, appartiene a chi vive ai margini e al centro. A quanti per ego diventano sbilanciati verso la proiezione di loro stessi mentre tutto il resto diventa contorno sfuocato.
A queste persone basterà un ‘elemento’ repentinamente (secondo loro) cambiato verso altre direzioni.
La violenza ha un comune denominatore. Il senso unico. Una visione propria e indiscutibile. La rabbia, la presunzione, l’aggressività, la prepotenza di stabilire ciò che non è consentito. Agli altri.

http://www.peridirittiumani.com/2016/09/25/scritture-al-sociale-una-nuova-rubrica-curata-da-patrizia-angelozzi/

Foto dal web

femminicidio

Woman in fear of domestic abuse