Senza troppo calore..

Essere di sostegno a qualcuno è troppo facile. Pensare e agire per l’altro..
Abbiamo imparato attraverso l’esempio cose pratiche e teoriche, il come, il quando, il se, il forse, il “no”.
Anna rifletteva, camminando sotto la pioggia, senza ombrello, riparata solo dal suo cappuccio, mentre l’acqua le bagnava i vestiti e gli stivali sfioravano e affondavano, passi incalzanti affrontavano l’acqua come una sfida.
Il sostegno della sua famiglia, degli amici o presunti tali, che le spiegavano come fare, agire, reagire. Combattere il nemico, abbracciare il vero. Sembrava facile, ma non era così.
Poche le persone incontrate che erano state in grado di essere di “supporto”. E la differenza era stata abissale. Si resiste solo se hai un ‘archivio’, una ‘dispensa’. Provviste per l’inverno le chiamava Maria, la nonna  di Anna. Era piccola e fiera, capace di inventare un pranzo per tante inaspettate e sempre gradite, facce..
Fin da bambina le aveva insegnato, consegnato strumenti. Dall’impastare acqua e farina e metterci dentro le uova quando serviva. Le aveva detto che la marmellata andava lasciata raffreddare nei barattoli prima di metterla al riparo dalla luce ed il “segreto” era tutto dentro un barattolo. Stava nel condividere il sapere, il proprio conoscere e farne regalo all’altro.

Anna si sentiva troppo vulnerabile, la pioggia le bagnava il viso mentre faceva la solita strada per tornare a casa, come un barattolo di marmellata troppo caldo, ancora. Correva per arrivare in tempo tra una pozzanghera e l’altra, accorgendosi di essere tutta bagnata, gli stivali imbevuti,la gonna,  i collant, la giacca piena d’acqua gocciolava..  sul viso la pioggia.
All’improvviso uno scontro, per evitare una pozzanghera, l’altro con l’ombrello non l’aveva vista arrivare. Addosso. Era Antonio, un amico che non vedeva da tempo pur abitando entrambi nella stessa zona. Si guardarono scusandosi come due sconosciuti, finì sotto il suo ombrello, come un ala. Sotto le luci dei lampioni la pioggia sembrava venire giù dal cielo come una cascata. Traducendo il senso delle parole, il disagio iniziale,  dei gesti, degli sguardi e perfino del sorseggiare il caffè preso insieme nel primo bar trovato, ricordarono il passato dentro un presente che diventava futuro. Due chiacchiere tra amici. Si.
Salutò Antonio sotto casa, ‘supportata’, da un ombrello, dalle parole e dal braccio di lui che le apriva il portone.
Due parole, due: “Io, ci sono..quando vuoi possiamo finire la nostra chiacchierata. Mi farebbe piacere”
Sul parquet di casa si spogliò lasciando cadere i vestiti, infilò il suo pullover lungo di lana e scalza accese la radio. Era a casa,
ed aveva stemperato il calore di una giornata troppo calda da portare addosso.

lapazienzadeibufali

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2 commenti su “Senza troppo calore..

  1. ilgattosyl ha detto:

    parquet, piedi nudi e pullover di lana, rendono molto l’atmosfera…

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