Una scatola rossa per Babbo Natale

Dove erano finite le bambine che dicendo “no” scuotevano il capo in un dondolio di capelli? Ora erano Donne che avevano cercato rifugio in giornate di sole e di vento. Erail mese di Dicembre ed in ogni armadio era riapparsa una scatola di velluto rosso…Aprendola, Maria trovò viole del pensiero, essiccate tra le pagine di un libro ingiallito, rappresentavano il coraggio, nato anni prima, nel vivere giorni pieni di senso.Ed ogni momento e scelte, da allora ne hanno avuto uno pieno.Michela, tiro’ fuori un disegno con un arcobaleno, sopra i nomi delle sue amiche e di tutte le donne incontrate. Tra il rosso e l’arancio ritrovò emozionata i palpiti del suo primo amore.Riapparvero Il verde dei prati, il viola dei fiori selvatici raccolti da bambina nella campagna di sua nonna, il giallo abbagliante del sole e il blu cobalto del mare. Erano i colori della sua vita. Girò il foglio. Sul retro elencati i sogni, molti avevano trovato posto nella realtà.Gemma vi trovò una copia ingiallita de “Il Corriere dei Piccoli”,da quelle pagine aveva ritrovato il turbinio delle sue emozioni di bambina: il desiderio, l’attesa e la grande gioia di quel regalo che ogni domenica le faceva suo padre, dicendole:”prima i doveri poi i piaceri” Grande la sua felicita’ nel leggere quel giornalino con le sue compagne di allora. In una vita di tanti doveri aveva continuato a gioire appieno delle piccole cose, soprattutto a condividerle..Marina, dopo aver svuotato completamente la scatola, seduta sul suo scalino di bambina, ritrovo’ Marietta, la figlia di Cunetta, la sua amica immaginaria. Rapita dal suo mondo da allora conserva l’energia della creatività e la forza della perseveranza.Wanda, prese tra le mani una conchiglia bianca, screziata, ruvida al tatto che la riporto’ alle passeggiate sulla battigia all’alba. Era il senso dell’appartenenza, lei e suo padre, nei pochi eppur intensi momenti che le trasmettevano forza, quella che ogni donna dovrebbe poter conoscere.Anna, in mezzo a tanti piccoli oggetti prese una foto. Bambini in un campo di grano, spensierati, semplici, complici nel gioco e nella vita. Ricordo’ l’allegria, le risa e l’altruismo portato da allora sempre nelle tasche.Chissà, pensò, se anche quei bambini hanno conservato memoria della bellezza del tempo trascorso insieme, della ricchezza di giornate lunghe, infinite, senza fame né sete che sembravano avvicendarsi senza sosta,chissà se nelle loro coscienze era rimasta traccia degli insegnamenti preziosi, dal sapore antico….Un rumore la distolse riportandola alla quotidianità.Anche Adriana ritrovò una foto del periodo delle elementari, sorrise ripensando a quei compagni che la facevano spesso sentire inadeguata. Non capì mai il reale motivo, non portava gli occhiali, non era grassa, non aveva i brufoli, forse era solo più impacciata degli altri, ma ormai era tempo passato .Prima di posare la scatola girò la foto e notò la dedica della sua compagna di banco di sempre “non rattristarti nel guardare coloro che ti hanno reso questi anni un pò difficili un giorno ci riderai su” Era quello il ricordo più bello!Maria Antonietta, rovistando in un vecchio baule trovò nella scatola rossa, un diario,senza righe o quadretti, stracolmo di vita, risate,avvenimenti e sogni, suoi e di tutti i compagni d’infanzia.Sull’ultima pagina una scritta dei suoi genitori.”questo diario non è per la scuola ma per la tua vita”.Patrizia aveva provato a mettere ordine nella scatola rossa, sembrava un dono arrivato da chissà dove. Fermagli per capelli, biglietti di auguri, un anello di stoffa. Trovo’ una foto di sua nonna Maria, e le sue parole fecero eco “girati sempre a guardare se lasci indietro qualcuno, c’è sempre chi ha bisogno di noi”Era quasi Natale ed una piccola scatola rossa di velluto era magicamente apparsa nell’armadio di queste e moltissime altre donne.Senza saperlo, senza conoscersi e senza comunicare tra loro decisero di scrivere una lettera a Babbo Natale. Ognuna avrebbe ricordato qualcosa che aveva imparato strada facendo.Un uomo dalla lunga barba bianca scendendo sulla Terra, vide da lontano tante, tantissime scatole rosse di velluto, ognuna con un biglietto per lui.Dopo averne letto la maggior parte, accarezzandosi i baffi comprese che quest’anno il suo compito non consisteva più nel consegnare una “lista dei beni”, ma riuscire a far circolare il contenuto dei sogni che queste donne che avevano conservato. “Allerta Meteo !!! “escamo’.”Quest’anno sarà in circolo una tale quantità di amore da causare una vera epidemia”. Sottovoce, in un sorriso sornione, aggiunse ” speriamo non si salvi proprio nessuno..!!”
Dal gruppo di scrittura creativa Università delle Tre Età
Docente Patrizia Angelozzi

image

Patrizia Angelozzi

Annunci

Spegni la luce..

Buttale via..le parole, quelle assaggiate con la lingua e con gli occhi. Si, una ad una. Una spugna imbevuta di nulla a sbavare e smacchiare la gioia.
Buttale via, le parole, attese,contese, rapite di bocca e dal fiato, sfuggite alla penna e al pudore sommerso.
Butta via la pellicola incisa nella memoria fatta di pelle coi brividi, di caldo, di freddo, di adrenalina, di sapore dolciastro da assaporare insieme alle cose buone.
Saranno capelli a fermarti il respiro un istante, il movimento lento di braccia a ricordarti le strette di un corpo, l’ immagine veloce dentro un film a farti sentire senza posto, e una voce che ti farà voltare di soprassalto senza trovare nessuno. Le mani, mentre ti spogli e ti vesti…tracceranno percorsi che non avevano più fiato per respirarci dentro.
Cancella, disinfetta ferite, appaga la sete, chiudi gli occhi.
Butta via le parole, non sognare però.
Spegni la luce, potresti trovarmi…
image

Sensi

Se di verità hai vissuto,  i ricordi trattenuti,accarezzati, deglutiti come si fa con il cibo proibito ed eccelso, allora avrai tatuato sugli organi interni i tuoi giorni.
Scelti,voluti, pretesi, afferrati, sognati, desiderati fino a sentirli presenti dal passato al futuro…
Allora avrai vissuto.
Inaspettatamente,  tra un profumo nell’aria e l’intimità di un’ombra , saprai di essere stato amato. Senza un principio e senza una fine. Fotogramma in movimento di sensi…

image

Patrizia Angelozzi

Di pelle e di anima

La mia anima è dentro un vestito steso. Profuma di bucato al sole e di notti che attendono l’alba.
Nelle pieghe del corpo, dentro una spallina scesa,arresa. A volte è stanca di spingere indietro aculei che avanzano.
Ha colori e suoni di un pentagramma segreto.
Non è trasparente ai più,  si rannicchia tenendo strette braccia e gambe insieme. Ha chiaroscuri da leggere piano e tinte scarlatte che schizzano evaporando tutt’intorno. 
Bagna le ciglia, ogni tanto, e le mani rincorrono sapori salati, scappati senza avvisare e risate coperte di pudore.
È dentro un lago, di pioggia e di sangue che fuoriesce. È viva.
Pulsa, batte, combatte. Urla in silenzio e sussurra parole mai dette. Offre per la prima volta  segreti nascosti nel petto.
Si abbraccia da sola, dondolando sui fianchi.
Nuda e fiera, sogna..

image

Patrizia Angelozzi

E poi un altro ed un altro ancora

Dolori esagerati trovati nei capelli, sparsi sul cuscino.
Sulle labbra stropicciate, sulle mani nodose e ginocchia fiere.
Lo stringere e lo sbriciolarsi della ruggine, l’odore del sangue sulla lingua, gli spazi intercostali diventati vuoti di chiavi di violino e parole perse tra gli spazi bianchi.
Sento un battito in meno mentre provo a rincorrerlo. È lo stesso che fulmineo e spudorato mi trovava persa tra le tue braccia.
Avvolgo i capelli in una treccia,
olio a riparare le labbra,
immergo le mani nella schiuma che copre le ginocchia,
come acqua piovana la musica lieve si alza. I vapori del bagno e odore di muschio.
Spazi che riprendono corpo.
Sulla pelle tracce di vita.
Per un battito in più.  E poi un altro ed un altro ancora.

image

Patrizia Angelozzi