Che sia ogni volta magia

Vi auguro magia. Quella dei gesti semplici. L’alba di un nuovo giorno, il sorriso di chi amate, le carezze conservate per poterle restituire di nuovo, dentro un ciclo vitale infinito.
Diventare ‘magia’per donarci, ascoltare, attendere, costruire, immaginare, amare senza confini e senza barriere, senza colori e senza prevenzioni, spogliati e nudi, indifesi e veri, in ogni ritmo delle emozioni, dello stupirsi, meravigliandoci per inventare, riscrivendo istanti, momenti, giorni, anni.
Sollevando ‘coperte’ di altri, tra le loro difese indifese, dentro occhi di chi vive lontano e vicino.
Che sia ‘magia’, ogni nostro respiro. Sia fine e principio, siano bimbi e nonni, siano soli e in compagnia, sia il transitare nella malattia, nel silenzio e nella solitudine. Saltando ed esultando delle nostre vite, tra uragani e sereni giorni di luce. Sia lo scintillio degli occhi la vera ‘magia’ ..
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Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.

Guarda i fuochi d’artificio generati da patrizia angelozzi sul suo blog WordPress.com.. Dai un occhio al suo rapporto annuale 2015.

Sorgente: Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.

Tra-Svestirsi

Mi vesto, mi spoglio.
Nella mia nudità mi proteggo con qualche indumento. Antico per lo più. Come una sottana, una maglia di lana, un vestito ampio e confortevole che accolga. Come un uomo che non fa domande, non chiede prestazioni aggiuntive a chi ha di fronte. La musica di sottofondo adesso è una lirica, un inno alla vita, allo slancio, alla malinconia di qualcuno che manca.
E non potrebbe mancarmi un armadio pieno di abiti, di gonne, di calze, di maglioncini rigorosamente in linea con altro. Così come di un uomo non ricorderò mai la sua giacca, un cappotto, una t-shirt col colletto alzato a dimostrare la griffe, o l’andatura dinoccolata di un serial-sentimental joker. Raccolgo profumi, scie di pensiero, affetti senza preconcetti, senza uno stile di rappresentanza, di lontananza, di assenza da quel che siamo e quel che saremo, la forza di chi resta ancorato agli occhi di chi ha di fronte, senza averne timore, l’entusiasmo a piedi nudi, e la nullità del mondo intorno mentre si sorride insieme.
Vale per un amico, per un uomo del cuore, per gli amici, per chi ha la pretesa di conoscerci intimamente senza aver ancora varcato nessuna soglia.
L’unico uscio che considero è una scala dove scendere e salire che mi fa immaginare un ascensore, veloce ma non troppo, chiuso e aperto ad un pianerottolo che ho scelto di conoscere. Vestita, spogliata, dentro un pareo o un cappotto pesante.
Siamo quel che annusiamo, assaggiamo, coltiviamo, conosciamo spingendoci vicino vicino, quel che rischiamo, quel che raggiungiamo o tocchiamo per un istante e mai più.
Siamo, saremo, quel che abbiamo scelto di essere.

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