Con gli occhi degli altri

Aveva vissuto in silenzio molti dei suoi anni, anche quando sembrava parlare. I toni pacati, l’attenzione, le parole scelte. Un mondo che le girava intorno fin da bambina a ricordarle cosa era giusto fare e cosa no. Un passo indietro. Spesso, troppo spesso.
I colori delle pareti di casa erano chiari, il permesso di domandare le era stato insegnato fin dalla tenera età come non deludere chi le era vicino.
Anna, le buone maniere, la scuola, i tempi da rispettare, i sogni, la fantasia, la rincorsa all’adolescenza. Immaginare di incontrare un uomo e fantasticare di esserne all’altezza.
Crescere e trovare ogni giorno e in mille circostanze qualcosa da affrontare, da superare, come un esame da passare a buoni voti. Per esistere agli occhi degli altri.
Accadde lentamente e in fretta, minuti come una vita e una vita senza più minuti.
Un matrimonio, figli da aspettare, crescere, amare, seguire. Dentro mille fatiche, proteggere se, esserne capace.
Un uomo distratto e attratto da uno specchio che gli riportava un’immagine più grande per sentirsi pieno, traboccante di luce riflessa, capace di sminuire altrove per essere ancora e sempre l’unico, il solo.
Fu così che Anna , abituata a ricominciare ogni giorno, attimo dopo attimo, ricostruiva la sua tela, senza disfarla più, senza essere Penelope, perché adesso era Anna.
Incontrava persone per strada, nei negozi, all’angolo della via che portava al mercato, tra l’ambulante di fiori recisi, la frutta nuova di stagione e le uova fresche. Incontrava bambini in corsa e allegri, uccelli in volo pronti a migrare, papaveri rossi nel grano sempre più alto, le rinsacche del mare tra i sassi al tramonto con la pelle imbevuta di salsedine. Un viaggio nuovo e diverso.
La colazione al bar con una amica e una frase detta quasi per caso, chiedeva una risposta “Carla, ma perché secondo te, da qualche tempo tutti mi guardano?”
Carla sorrise, masticava con gusto un cornetto mandorlato a dovere,  il gusto di primo mattino. “Sai Anna, le persone ti hanno sempre visto, guardato. Sei tu che sei pronta ad accorgerti di loro, adesso. Perché esisti di nuovo”.
Certo..certo..annuì nella sua espressione piena di riflessione. Esplose il sorriso, prima negli occhi e poi sulle labbra dal sapore di caffé. Ogni giorno con un nuovo risveglio. Vedersi, ritrovarsi,sentirsi dentro gli occhi degli altri perché era tornata ad esistere nei suoi.
Anna,  occhi grandi e neri, alteri, severi, la gioia, l’entusiasmo e l’emozione, la ragione, l’istinto e la passione. Anna finalmente viva per se.

200credere

 

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