Hanno pagato prima..

Le forze abbandonate diventate dolcezza.
Le espressioni  sembrano recitare una nenia, una preghiera, somigliano tra loro, nonostante le età diverse, la cultura, il credo, la resistenza. Arresi quel tanto che basta per continuare a sperare con il viso scolpito di  attesa e candore.
Hanno pagato prima, per sorte, affrontando terremoti tra terre sconvolte dall’ira di un epicentro,  musi duri, violenze mai immaginate prima dentro corpi acerbi di donne, hanno ascoltato sulla loro pelle il non poter respirare per una mano a tenere con forza la bocca o una mascherina a passare l’ossigeno. Hanno pagato la dittatura fin dai primi passi, compreso il non poter pensare, replicare, sognare, sperando che il destino scegliesse per loro, impietosito dalle lacrime versate.
Hanno imparato così a regalare sorrisi e forze a chi incontrandoli non trovava parole da dire..
Sono le anime trasparenti, come il lino consumato divenute delicate e preziose.
Per dolori diversi sono state disidratate, asciugate, rese anime pelle e ossa..
Non si sa mai perché un’anima debba portare così tanti pesi da trasformare umani in barboni di vite saccheggiate mentre altre ciondolano nel nulla e nel vivere lieve.
Non c’è spiegazione, ragione.
La loro certezza è aver aperto porte alla conoscenza, all’essenza, al voler spendere e ipotecare un domani senza futuro come privilegio per esistere, resistere, combattere, lottare, a volte tornando alla vita, altre permettendosi di morire, senza dover aver più spazio per ‘sentire’.
Hanno pagato e lasciato parole, echi di amore, di fiato sospeso, trattenuto e ripreso..
hanno pagato prima per ogni giorno di sole e di amore.

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Per ogni InSano giorno

Arrivano così, diventate come il meteo, le notizie di violenza sessuale, di donne ferite a morte, oltre ogni immaginazione.
Ogni giorno, una donna, una ragazza, una bambina.. Muore per oltre 30 coltellate, senza che sia ritenuta valida l’aggravante della crudeltà, muore per strangolamento, bruciata viva, attraverso una pistola senza porto d’armi, di acido gettato sul corpo, di abusi sessuali che fanno desiderare la morte purché finiscano..
Muoiono le sessualmente donne abusate anche quando sopravvivono, accade in tenera età, da chiamarle ancora bambine, alle adolescenti, alle adulte. Accade alle donne.
Ogni Insano giorno, una notizia arriva e passa, per finire in quei posti bui dove la memoria accantona e fa finta di dimenticare.
La legge non è abbastanza, ha ‘tare’ che vanno modificate.
La violenza subita da una ragazzina di soli sedici anni da un gruppo di cinque minorenni, prevede una pena che va dai sei ai dodici anni..(art.609bis).
Anni che verranno presumibilmente ridotti per buona condotta, domiciliari e lavori socialmente utili.
Anni che non troveranno risposte nell’educazione all’affettività, al capire, al comprendere.
Anni che vedranno chi ha ‘subito violenza’ subirne ancora in ingiurie, supposizioni, illazioni, emarginazione e una autopsia nei brandelli dell’anima attraverso l’analisi’dei fatti’.
Il coraggio di insegnare i sentimenti, la cura, la tenerezza,a quelle stesse famiglie che hanno generato ‘il mostro’..per riqualificare la vita.
Tocca scegliere, proporre nuove cose, affrontare questa ‘guerra’,  proporre ‘sportelli’, educazione sessuale ed affettiva, ricollocare ciò che è consentito con quello che non lo è, fare gruppo, diventare strumento di nuove proposte di legge, rivedere il codice penale nelle sue concessioni ed omissioni. Fare, fare, fare..
Non si può continuare a morire ogni InSano giorno..

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