Il confine umano, vite in cerca di pace

Il confine umano (vite in cerca di pace) | Patrizia Angelozzi
Ianieri Edizioni

di Emanuela Chiriacò

Il confine umano. Vite in cerca di pace. Storie vere, testimonianze in presa diretta di sette rifugiati richiedenti protezione internazionale. I fatti e gli avvenimenti riportati corrispondono fedelmente alla realtà è una raccolta di sette racconti. Sono narrazioni in presa diretta avvenute durante una riunione tra gli operatori del consorzio Matrix e sette immigrati richiedenti asilo politico.

Sette testimonianze che danno un tempo, uno spazio, uno spessore, a sentimenti e ricordi

Una tavola rotonda che mette insieme esperienze e vissuti difficili. Sette vite, sette anime tormentate dal dolore dell’eradicazione dalla terra e dagli affetti, in cerca di sopravvivenza. Racconti crudi accomunati dalla speranza di un nuovo inizio che fanno riflettere. Che pongono lo sguardo nelle imbarcazioni che siamo soliti e assuefatti vedere in televisione. Non sono più agglomerati di persone attaccate le une alle altre per non finire in mare o approdate in un porto del sud Italia con un giubbetto arancio o un plaid addosso. Sbarcate su quella che per loro è la terra della conquista di una forma di libertà.

Con Il confine umano, si entra nel racconto di vite vere. Di profumi di tè e cibo lasciati e il cui ricordo o preparazione evocano affetti e casa. In ogni racconto si rivela il bisogno di fuggire per non morire, di non farsi piegare alle logiche dei terroristi. Sono persone scomode a quei regimi, per dissenso o impegno.

Avevo solo due possibilità: rinnegare il mio modo di essere e arruolarmi o morire. Per questo ho scelto di fuggire. È stato così che un giorno ho abbracciato la mia famiglia e sono scappato, sapendo che non avrebbero fatto loro del male perché volevano me.

[…] Sono nato nei campi palestinesi in Libano, senza aver mai visto la Palestina. Sono come la “terra di nessuno”, palestinese di sangue ma libanese di nascita. I nati e cresciuti in questi posti non sono riconosciuti né dalla Palestina né dal Libano. Non siamo né l’uno né l’altro, per questo motivo non ci sentiamo mai davvero “a casa”. Un documento libanese che accredita una nazionalità palestinese è una contraddizione. Che diritti ho? Nessuno.

Per proteggere la famiglia spesso uccisa dopo la loro partenza o partiti da orfani; in ogni caso mai ritroveranno quell’abbraccio umano d’amore. In ogni storia si rintraccia un elemento comune a tutte le vittime della diaspora: la speranza del ritorno. Il bisogno di credere che si possa toccare ancora il suolo, accarezzare l’aria che è naturale respirare e di cui riconoscere il profumo ad occhi chiusi. I loro paesi di origine.

Un’operazione di scrittura corale che si allarga anche all’esperienza dell’équipe multidisciplinare del Consorzio Matrix, degli operatori che aiutano concretamente questi rifugiati. Un supporto legale, psicologico, artistico e morale che aiuta queste anime a sentirsi meno sole per affrontare la bulimia burocratica italiana che spesso fagocita e alle volte rende vulnerabili persone che senza identità formale cadono nello smarrimento della solitudine e della disperazione.

L’équipe sperimenta nuovi percorsi attraverso l’arte, la musica, il teatro e il volontariato per porre in luce, sotto una nuova lente, la realtà dell’immigrazione. L’équipe multidisciplinare si impegna per creare nuove reti e collabora con le varie associazioni presenti sul territorio, preziose risorse per organizzare occasioni di socializzazione, crescita e formazione per i nostri utenti. La metodologia utilizzata, inoltre, desidera scovare e mettere in luce le capacità dei ragazzi ospiti. Strutturando con percorsi mirati i loro personali talenti e le conoscenze pregresse.

Una narrazione solidale e anche equa degli attori coinvolti nel processo di integrazione e del dialogo interculturale. Non si finisce di dire grazie a chi vive questo impegno con la naturalezza del respiro e di ascoltare la difficoltà senza tendere almeno una mano ideale alla riflessione.

Il confine umano”, che abita e vive dentro ognuno di noi, è come una porta che si apre solo quando scegliamo di dare. Oltrepassare questo confine vuol dire crescere ogni volta che saremo in grado di superare le barriere.

per gentile concessione della casa editrice invitiamo alla lettura di due brevi estratti QUI


Copuright 2017 – Zest Letteratura sostenibile

http://www.zestletteraturasostenibile.com/il-confine-umano-vite-in-cerca-di-pace-patrizia-angelozzi/

Copertina Il Confine Umano

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Maura Messina, Diario di una kemionauta..

Il riferimento è  la  grande area dell’Italia meridionale tra Campania e le provincie di Napoli e Caserta, tristemente famosa per la presenza di rifiuti tossici.

“Terra dei fuochi”, nome nato da un rapporto Ecomafie nel 2003 di Legambiente, riguarda un territorio di 1076 km quadrati con all’interno 57 comuni e 2 milioni e mezzo di abitanti.

Il periodo di riferimento ha origine negli anni ’70 per arrivare ai nostri giorni.
Sversamenti di rifuti tossici e nucleari responsabili di un alto tasso di tumori, colpite da questa terribile patologia, in particolare giovani donne e bambini.
Di conseguenza segue  l’inquinamento dei prodotti agroalimentari, a causa della diossina nei terreni, nel latte prodotto dagli allevamenti. Solo recenti test effettuati in Germania non hanno più rivelato presenza di sostanze tossiche. Ma senza abbassare la guardia sul problema, perché si continua a morire.

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Una scrittrice ed interprete in prima persona  di questo tema è Maura Messina che nel libro “Diario di una kemionauta” è testimone diretta, un diario scritto durante la terapia chemioterapica che porta ironicamente il nome di “Diario di una kemionauta”, a evidenziare positività e speranza per il futuro. Maura Messina occupando un tempo reso fermo momentaneamente dalla malattia racconta a se stessa e il suo viaggio che diventa un modo nuovo di affrontare malattia e  vita.

L’autoironia di Maura, le salva la vita e lei nel suo ‘diario’ racconta con generosità come armarsi di ironia e combattere’, senza mai pensare di non farcela, conservando l’energia di trasmettere agli altri ciò che ha imparato ogni giorno.

Maura Messina si occupa di design, a Napoli. Non hamai ceduto senza cedere all’idea del  ‘non si può fare nulla’, anzi, ha sfidato questo luogo comune  combattendo con forza e con iniziative volte a migliorare le situazioni attuali. Attraverso  la sua tesi di laurea  si esprime su una nuova formula nella comunicazione che riguarda proprio Napoli.
Vincendo due volte, nella convinzione che essere audaci aiuta, e così è stato.

– Maura, il tuo libro sebbene sofferto è un meraviglioso percorso per infondere coraggio. Perché hai pensato di scriverlo e poi di pubblicarlo?
In realtà il libro è nato come “diario personale”. Quando l’ho scritto, non avevo minimamente immaginato di pubblicarlo. L’idea di scrivere è nata su suggerimento di un caro amico, Mario. Essendomi stati negati i colori (io adoro dipingere ad olio) per motivi di salute, ho seguito il suo consiglio, ed ho riempito il tempo rimasto orfano dello svago della pittura con una nuova amica: la scrittura. Ogni volta che tornavo da una seduta di chemioterapia, riempivo il mio diario. Nessuno sapeva che io lo stessi scrivendo. Era la mia “terapia privata” per affrontare meglio quel momento difficile. Pochi giorni prima di Natale del 2012, ho completato la chemioterapia. Mi è venuto naturale condividere quel diario privato con chi, quel viaggio, lo aveva percorso insieme a me. Con chi mi aveva dato l’amore per vivere al meglio la malattia. L’ho mostrato al mio fidanzato Eddy, la mia famiglia e a Mario. La reazione è stata unanime, mi hanno esortato a pubblicarlo. Mi hanno spinto a riflettere sulla possibilità di essere utile, in qualche modo, a chi stava affrontando direttamente o indirettamente l’esperienza della chemioterapia. L’intento è di dare un messaggio di speranza. 

– Cosa ti senti di dire a chi sta combattendo la tua stessa battaglia?
 Mi sento di dirgli di non mollare, di combattere sempre… Quando ti ammali la paura di morire prende corpo e la percezione della vita stessa cambia. Mi ha aiutato pensare che, indipendentemente da come sarebbe andata a finire, la mia vita era lì e pretendeva di essere vissuta. Ho pensato che, se mi fossero rimasti dieci minuti o dieci anni, non li avrei sprecati piangendomi addosso. Certo con le limitazioni e le difficoltà del caso, ma non mi andava di sprecare quel tempo che avevo scoperto, improvvisamente, essere così prezioso.

– Dopo averlo letto, l’ho trovato ricco, intenso, contagioso nella forza e nella determinazione. Un libro che dovremmo leggere tutti. Possiamo sperare in altri progetti da leggere?
Non voglio sbilanciarmi, ma ci sto lavorando…spero di non metterci troppo.

In una società che non ci tutela abbastanza, che spesso ignora e ci costringe a vivere drammi e pericoli, Maura ha avuto la forza di rendere noto a tutti, attraverso il suo libro, ciò che è insito in noi umani, la forza di reagire, di lottare, combattere e vincere. Un messaggio che arriva dritto al cuore e pone  naturalmente nell’atteggiamento della positività, perché ciò che è davvero importante è credere in ogni nostra azione.

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Chi è Maura Messina

Maura Messina è nata a Napoli nel 1985. Fin da bambina ha mostrato un’autentica passione per il disegno.
Frequenta il liceo Scientifico e a quindici anni incontra Amleto Sales, un artista dal quale impara a dipingere ad olio su tela.Nel 2009 si laurea alla triennale in Disegno Industriale per la moda (facoltà di Architettura – SUN) e nel 2011 consegue la laurea Magistrale in Design per l’Innovazione con il massimo dei voti e relativa pubblicazione della tesi “Napoli città di scarto” su aiapzine (osservatorio internazionale di design), http://aiapzine.aiap.it/notizie/13600.
Il percorso formativo la avvicina al mondo della comunicazione e del design.Progetta alcuni lavori di communication design, loghi, posters, pannelli pubblicitari e partecipa attivamente a numerosi contests nazionali ed internazionali.Si occupa inoltre della esecuzione di un ampio murales per una scuola primaria nel 2012 a Quarto (NA). Negli anni dipinge numerose scenografie su teli per recite scolastiche.Si dedica alla realizzazione di presepi e piccole miniature e dall’estate 2013 si avvicina alla ceramica grazie alla guida dell’amico/Maestro Amleto Sales. Ha partecipato ad alcune mostre collettive (si ricorda la mostra collettiva di pittura, presso la Domus Ars Centro di Cultura, Via Santa Chiara 10C, Napoli, Incontri Pittorici, 17/26 ottobre 2013), la mostra collettiva dal 2 al 24 Maggio 2014 presso la Picassarte Gallery, via IV Novembre, Nuoro (Sardegna), e la mostra collettiva presso il Real Sito Belvedere di San Leucio, via del Setificio 5/7, San Leucio (CE) dal titolo “La terra dei fuochi”. Nel novembre 2016, la casa editrice Homo Scrivens rilancia il testo con una seconda edizione arricchita di contenuti inediti.

Premi

PREMIO PULCINELLAMENTE, Sant’Arpino XVII rassegna di teatro-scuola

Motivazioni: Per la grande forza e speranza che trasmetti

MEDAGLIA DEL COMUNE DI NAPOLI, SINDACO LUIGI DE MAGISTRIS

Motivazioni: Per l’impegno civile