NON STACCATE QUELLA SPINA..

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Chi può decidere per la vita di nostro figlio? Un tribunale, l’Alta Corte, la Corte di Appello, la Corte Suprema? Un figlio di dieci mesi, che si sveglia, sorride, si tiene stretto tra le braccia piene di amore dei suoi genitori. A chi è dato decidere per loro?
Non staccate quella spina, perché è la sua vita non può essere oggetto di decisione burocratica.

La madre di Charlie, Connie Yates,  annuncia che resta poco tempo, le sue parole vengono annunciate  dal portavoce Piero Santantonio, presidente della onlus MItocon.
Troppo poco tempo e suo figlio non avrà più diritto all’assistenza, alla cura.
Chiedono tempo, cure, assistenza e la possibilità di una terapia sperimentale.
Una equipe internazionale di scienziati infatti sta lavorando sulle sindromi da deplezione del DNA mitocondriale, precisamente nella mutazione che ha colpito proprio Charlie.

Una nuova riunione tra ricercatori e medici e a breve sarà resa nota la decisione ufficiale che definirà le possibilità di terapie. Infatti un protocollo scientifico  sperimentale  è pronto.
In un lungo iter di riconsiderazioni,  possibilità di efficacia in base a risultati in altri casi, sembrerebbe che la terapia nucleosodica potrebbe essere efficace

Con la Mitocon onlus, i genitori fanno appello alle autorità del Regno Unito e ai medici dell’ospedale GOSH , chiedono di non staccare la spina a Charlie”.

Il  ricorso è stato respinto tre volte, prima dal giudice di un’Alta corte, poi da una Corte d’Appello e infine dalla Corte Suprema nella valutazione di «tutela del bambino».
Neanche la Corte Europea dei Diritti umani a Strasburgo ha dato loro ragione, autorizzando i medici a interrompere le cure.
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La mobilitazione per il bambino Charlie

E’ mondiale la mobilitazione che si è attivata.
Papa Francesco nelle sue meravigliose parole nel rispetto della vita, della persona, ha detto:«Rispettate il desiderio dei genitori» e gli ospedali cattolici,  il Gemelli e il Bambin Gesù si sono offerti per accoglierlo.
Il presidente Usa, Donald Trump, secondo i media inglesi, avrebbe intenzione di fare pressione  sulla premier britannica Theresa May, durante il vertice del G20 in Germania, vuole il via libera al trasferimento del piccolo in un ospedale negli Usa.

Le tappe della vicenda “Charlie”

Vivono una situazione a dir poco drammatica i genitori di Charlie Gard, un bambino di 10 mesi nato con una malattia considerata incurabile, la sindrome da deplezione mitocondriale,  ricoverato al Great Ormond Street Hospital di Londra, dove i medici hanno deciso di staccare i macchinari che lo tengono in vita per non farlo soffrire più, contro la volontà dei suoi genitori. Chris Gard e Connie Yates, che stanno portando avanti una battaglia legale internazionale contro questa decisione delle autorità preposte del Regno Unito.

11 aprile  
Un giudice dell’Alta corte di Londra stabilisce che devono essere staccati i macchinari che tengono in vita il piccolo.

2 maggio  
I genitori si oppongono alla decisione del tribunale britannico e lanciano il primo appello insieme ad una campagna internazionale che trova il sostegno di decine di migliaia di persone. Inizia contemporaneamente la raccolta fondi per trasferire Charlie in un ospedale negli Usa per sottoporlo ad una terapia sperimentale nel tentativo di allungargli la vita.

25 maggio
La Corte d’appello conferma la sentenza dell’Alta corte. I genitori di Charlie  si rivolgono alla Corte suprema britannica. Nel frattempo l’ospedale londinese continua a garantire le cure al piccolo.

8 giugno
La massima corte del Regno Unito conferma la decisione di staccare la spina. Ai genitori di Charlie tentano l’ultimo tentativo, la Corte per i diritti umani di Strasburgo.

27 giugno
La Corte di Strasburgo respinge il ricorso presentato dai genitori.  Ritengono  non spetti a loro, almeno in questo caso, sostituirsi alle autorità nazionali.

30 giugno
La data stabilita per ‘staccare’   i macchinari che tengono in vita il piccolo, a questo punto l’ospedale di Londra concede una proroga grazie agli appelli dei familiari. Nel frattempo è iniziata una solidarietà internazionale  con diverse offerte per accogliere il piccolo da parte di ospedali negli Usa e in Italia da Papa Francesco in due ospedali.

Restiamo con il respiro sospeso, ad attendere che nessuno decida per la vita di nostro figlio, perché Charlie è diventato un po’ il figlio di ognuno di noi.
Sperando nel riconoscimento della ‘dignità alla persona’ e lasciando che le ‘cure’, sperimentali e non, proseguano finché sarà possibile.

http://www.iogiocopulito.it/non-staccate-quella-spina

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