6 APRILE, 3:32

La notte svegliò tutti.

La paura e la consapevolezza di sapere che era accaduto qualcosa di grave, molto grave era distribuita in tutto il centro Italia.​

Si pensò in un primo momento ad un terremoto a Roma, come riportava il televideo, poi le notizie arrivarono dal web e dai media in diretta. Il pensiero agli studenti, figli di amici, figli in ogni caso. Il tam tam delle telefonate, qualcuno si era salvato, aveva dormito vestito o era riuscito a fuggire in pigiama. Qualcuno era riuscito a divincolarsi tra le macerie. Di altri nessuna notizia. Abbiamo saputo più tardi, nei giorni, i nomi degli scomparsi per sempre. La casa dello studente…famiglie intere con sopravvissuti a piangere per sempre i ricordi. In una notte indimenticabile, qualcuno rideva pensando ai contributi che sarebbero arrivati, in buona percentuale nelle loro tasche. Mio figlio chiese “mamma, ma chi rideva, andrà in galera?”. Avrei voluto trovare risposte di giustizia in quei giorni e dopo. Non le ho trovate, non ci sono state. Il silenzio rumoroso del dolore, quello senza fine. Quello che come paternità ha avuto ‘rassicurazioni’ a ragazzi che avevano esami da dare, rimasti nonostante le scosse continue e ​poi ​morti, incastrati in un fermo-vita. Come nelle case, dove si riposava in attesa di riprendere il lavoro, la scuola, il bucato e la spesa. Perché ‘dicevano’ non c’era nulla da temere. In questo Paese du sole, dove ​la realtà degli orrori ci​ sveglia troppo spesso di soprassalto e ci fa inorridire. Poteva essere fatta prevenzione ? Potevano salvare 309 vite ? Col senno del poi, avremmo dovuto imparare ALMENO per i giorni a venire. Ma no…

http://www.peridirittiumani.com/2018/04/06/scritture-al-sociale-6-aprile-3-32/

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4 commenti su “6 APRILE, 3:32

  1. Antonio De Simone ha detto:

    Per non dimenticare!
    Bellissimo articolo, un caro saluto! Antonio

  2. cavaliereerrante ha detto:

    Dovremmo NON dimenticare, cara Patrizia … ma con questi politicanti d’ accatto è un’ impresa ! 😦

  3. patrizia angelozzi ha detto:

    Non dimentichiamo…Noi per primi siamo in grado di fare la differenza, insegnare a chi con noi il significato di coscienza. Grazie,un abbraccio

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